Le passanti
La mia fantasia ha un grave errore di fabbricazione: non conosce le mezze misure.
Potrei innamorarmi di quasi tutte le donne del mondo. O di nessuna.
“Signore, a fare data dal mese prossimo
Voglia accettare le mie dimissioni.
E provvedere, se crede, a sostituirmi.
Lascio molto lavoro non compiuto,
Sia per ignavia, sia per difficoltà obiettive.
Dovevo dire qualcosa a qualcuno,
Ma non so più che cosa e a chi: l’ho scordato.
Dovevo anche dare qualcosa,
Una parola saggia, un dono, un bacio;
Ho rimandato da un giorno all’altro. Mi scusi,
Provvederò nel poco tempo che resta.
Ho trascurato, temo, clienti di riguardo.
Dovevo visitare
Città lontane, isole, terre deserte;
Le dovrà depennare dal programma
O affidarle alle cure del successore.
Dovevo piantare alberi e non l’ho fatto;
Costruirmi una casa,
Forse non bella, ma conforme a un disegno.
Principalmente, avevo in animo un libro
Meraviglioso, caro signore,
Che avrebbe rivelato molti segreti,
Alleviato dolori e paure,
Sciolto dubbi, donato a molta gente
Il beneficio del pianto e del riso.
Nel troverà traccia nel mio cassetto,
In fondo, tra le pratiche inevase;
Non ho avuto tempo per svolgerla. E’ peccato,
Sarebbe stata un’opera fondamentale.”Primo Levi, Le pratiche inevase
Il termine ‘industria musicale’ è scorretto. In realtà l’industria musicale non è una sola industria, ma rappresenta diverse industrie indipendenti tra loro.
Questa è una distinzione importante, perché se diciamo che c’è «una crisi dell’industria musicale» intendiamo un uguale carico di sventura per tutti (musicisti, industria discografica, industria del live, Internet Radio, eccetera) e in realtà questo non è vero. Il cattivo uso del termine ‘industria musicale’ distorce la realtà della situazione.
‘What are the music industries‘, Chris Castiglione su MusicThinkTank
Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.21 marzo 1931 – 1 novembre 2009
Anche i nuovi “terroristi”, proverbialmente affezionati ai caratteri impersonali delle vecchie macchine da scrivere, non resistono al fascino irresistibile del Comic Sans, come un qualsiasi bimbo-minkia. Che sia maturata un mutazione genetica in grado di produrre l’orribile specie dei “terroristi bimbo-minkia”?? Le riflessioni di Gilioli sulla grammatica alternativa dei neobrigatisti avvalorano questa tesi.
Ancora più sorprendente la mutazione ideologica dei nuovi “terroristi”, mutazione che sembra però non aver destato l’attenzione di certi media, troppo presi dalla minaccia brigatista:
- i terroristi, che un tempo sparavano a giudici e forze dell’ordine senza troppo indugiare, si fanno paladini della giustizia dello Stato e si propongono come tribunale alternativo alla Corte costituzionale o alla Procura di Milano;
- le nuove Br, in uno slancio parlamentare, chiedono la solidarietà del Pd (come se il Partito democratico non avesse già tanti problemi suoi…);
- pensano pure al lavoro di Bertolaso, con tanto di inchino e riverenza (notare la D maiuscola di “dottore”);
- si inseriscono nella trama delle relazioni internazionali, rassicurando con abile diplomazia mister Obama (chissà che diranno i repubblicani americani, che già lo accusano di “socialismo”, questa strana malattia per cui i diritti a una vita dignitosa spettano a tutti gli esseri umani: ma questa è un’altra storia…);
- chiedono le dimissioni di un po’ tutti – Berlusconi, Fini e Bossi – per evitare di sporcarsi le mani ed evitare una “rivoluzione armata” che evidentemente sta ormai fermentando nei sottostrati del Paese. Quanto sono responsabili questi nuovi brigatisti!
Non sono qualunquista, solo faccio fatica a trovare delle idee che mi assomiglino.
Nubi di fiato rappreso
s’addensano sugli occhi
in uno stanco scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.
| Maurizio su Ciao, Alda | |
| albe rto su Io non c’ero. E se c… |
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