Le pratiche inevase

“Signore, a fare data dal mese prossimo
Voglia accettare le mie dimissioni.
E provvedere, se crede, a sostituirmi.
Lascio molto lavoro non compiuto,
Sia per ignavia, sia per difficoltà obiettive.
Dovevo dire qualcosa a qualcuno,
Ma non so più che cosa e a chi: l’ho scordato.
Dovevo anche dare qualcosa,
Una parola saggia, un dono, un bacio;
Ho rimandato da un giorno all’altro. Mi scusi,
Provvederò nel poco tempo che resta.
Ho trascurato, temo, clienti di riguardo.
Dovevo visitare
Città lontane, isole, terre deserte;
Le dovrà depennare dal programma
O affidarle alle cure del successore.
Dovevo piantare alberi e non l’ho fatto;
Costruirmi una casa,
Forse non bella, ma conforme a un disegno.
Principalmente, avevo in animo un libro
Meraviglioso, caro signore,
Che avrebbe rivelato molti segreti,
Alleviato dolori e paure,
Sciolto dubbi, donato a molta gente
Il beneficio del pianto e del riso.
Nel troverà traccia nel mio cassetto,
In fondo, tra le pratiche inevase;
Non ho avuto tempo per svolgerla. E’ peccato,
Sarebbe stata un’opera fondamentale.”

Primo Levi, Le pratiche inevase

“L’industria musicale non va confusa con l’industria discografica”

Il termine ‘industria musicale’ è scorretto. In realtà l’industria musicale non è una sola industria, ma rappresenta diverse industrie indipendenti tra loro.

Questa è una distinzione importante, perché se diciamo che c’è «una crisi dell’industria musicale» intendiamo un uguale carico di sventura per tutti (musicisti, industria discografica, industria del live, Internet Radio, eccetera) e in realtà questo non è vero. Il cattivo uso del termine ‘industria musicale’ distorce la realtà della situazione.

What are the music industries‘, Chris Castiglione su MusicThinkTank

Consigli per… l’ascolto (musicale): Filtri collaborativi vs. Peer recommendations

I formati digitali hanno rivoluzionato le modalità di diffusione e di fruizione dei prodotti culturali e di intrattenimento. Il caso più emblematico è rappresentato dal settore musicale, attraversato nell’ultimo trentennio dalle innovazioni portate dall’avvento del CD, dell’mp3, delle piattaforme p2p per lo scambio di contenuti, dei social network e dello streaming sul web. Le modalità di consumo della musica sono quindi diventate più flessibili, grazie allo sterminato archivio musicale messo a disposizione dalla Rete. L’evoluzione delle forme di consumo musicale ha inevitabilmente comportato conseguenze non di poco conto per l’industria del settore. E’ in questo scenario che si colloca la nascita dei social network musicali.

Questo lavoro ricostruisce il percorso di innovazione tecnologica legato ai media digitali e dei cambiamenti apportati nelle pratiche di consumo. Si valutano le ricadute di tali mutamenti all’interno del mercato dell’industria discografica e vengono illustrati gli approcci innovativi e i nuovi modelli di business. Si affronta nello specifico il ruolo dei social network nei meccanismi di personalizzazione dell’esperienza di consumo e nelle dinamiche di diffusione e promozione della musica, con attenzione al contesto dell’ascolto in mobilità. Ci si dedica, infine, allo studio dell’utilità di alcuni servizi dei social network musicali tesi a incentivare la scoperta di nuovi artisti o brani che l’utente può giudicare interessanti. La ricerca, condotta su un insieme di utenti del sito Last.Fm, mette a confronto gli effetti dell’utilizzo dei servizi basati sui filtri collaborativi, ovvero quegli strumenti che servono a selezionare – sulla base del profilo, delle preferenze o dei comportamenti d’acquisto e di navigazione – le informazioni più gradite all’utente, con gli effetti delle peer recommendations, ovvero le segnalazioni prodotte da un utente verso un altro utente, sullo schema del classico passaparola.

Personal, social, free – la musica 2.0 (presentazione tesi)

Ciao, Alda

Sono nata il ventuno a primavera
ma non sapevo che nascere folle,
aprire le zolle
potesse scatenar tempesta.

Così Proserpina lieve
vede piovere sulle erbe,
sui grossi frumenti gentili
e piange sempre la sera.
Forse è la sua preghiera.

Alda Merini

21 marzo 1931 – 1 novembre 2009

Brigate Comic Sans – L’aberrazione #16

Anche i nuovi “terroristi”, proverbialmente affezionati ai caratteri impersonali delle vecchie macchine da scrivere, non resistono al fascino irresistibile del Comic Sans, come un qualsiasi bimbo-minkia. Che sia maturata un mutazione genetica in grado di produrre l’orribile specie dei “terroristi bimbo-minkia”?? Le riflessioni di Gilioli sulla grammatica alternativa dei neobrigatisti avvalorano questa tesi.

Ancora più sorprendente la mutazione ideologica dei nuovi “terroristi”, mutazione che sembra però non aver destato l’attenzione di certi media, troppo presi dalla minaccia brigatista:

- i terroristi, che un tempo sparavano a giudici e forze dell’ordine senza troppo indugiare, si fanno paladini della giustizia dello Stato e si propongono come tribunale alternativo alla Corte costituzionale o alla Procura di Milano;

- le nuove Br, in uno slancio parlamentare, chiedono la solidarietà del Pd (come se il Partito democratico non avesse già tanti problemi suoi…);

- pensano pure al lavoro di Bertolaso, con tanto di inchino e riverenza (notare la D maiuscola di “dottore”);

- si inseriscono nella trama delle relazioni internazionali, rassicurando con abile diplomazia mister Obama (chissà che diranno i repubblicani americani, che già lo accusano di “socialismo”, questa strana malattia per cui i diritti a una vita dignitosa spettano a tutti gli esseri umani: ma questa è un’altra storia…);

- chiedono le dimissioni di un po’ tutti – Berlusconi, Fini e Bossi – per evitare di sporcarsi le mani ed evitare una “rivoluzione armata” che evidentemente sta ormai fermentando nei sottostrati del Paese. Quanto sono responsabili questi nuovi brigatisti!

Se potessi mangiare un’idea…

Non sono qualunquista, solo faccio fatica a trovare delle idee che mi assomiglino.

Samuele Bersani

Ci volevano gli scienziati #1

LA RICERCA

No al marito ragazzino se si vuole che l’unione duri

Avere quasi la stessa età aiuterebbe i matrimoni.
Ma gli esperti avvertono: «Contano di più i valori condivisi»

Amore Non Ne Avremo

Nubi di fiato rappreso
s’addensano sugli occhi
in uno stanco scorrere
di ombre e di ricordi:
una festa,
un frusciare di gonne,
uno sguardo,
due occhi di rugiada,
un sorriso,
un nome di donna:
Amore
Non
Ne
Avremo.

Peppino Impastato

Cosa si è inventato stamattina O’Leary (ovvero: voglio lavorare per l’ufficio marketing di RyanAir) #1

Dopo la toilette a pagamento e il sondaggio per i servizi accessori a pagamento, ecco l’ultima trovata di O’Leary:

LA PROPOSTA

Ryanair: “Voli gratis se stai in piedi”

L’originale proposta è partita come sempre dal capo della compagnia irlandese, Michel O’Leary: ‘’Si potrebbero eliminare cinque o sei delle file di sedili posteriori e dire ai passeggeri ‘Ve la sentite di restare in piedi? Se si’ potete viaggiare gratis’’’. Enac: “’Attualmente la normativa internazionale lo contempla”

Un mestiere, che non conduce a niente, ma bellissimo

Ricordatevi che la cultura in Italia non si è mai diffusa, quel poco che è stato fatto è stato fatto dal giornalismo. Se volete fare questo mestiere, questo è l’impegno che dovete assolvere. Per farlo non c’è sofferenza che ve ne possa sconsigliare, e questo mestiere è bellissimo. Non conduce a niente ma è bellissimo. Il giornalismo si fa per il giornalismo, e per nessun’altra cosa.

Indro Montanelli