Archivio per la category ‘ Spigolature ’
Ricordatevi che la cultura in Italia non si è mai diffusa, quel poco che è stato fatto è stato fatto dal giornalismo. Se volete fare questo mestiere, questo è l’impegno che dovete assolvere. Per farlo non c’è sofferenza che ve ne possa sconsigliare, e questo mestiere è bellissimo. Non conduce a niente ma è bellissimo. [ CONTINUA A LEGGERE ]
Tutti ripetono di voler rifare la vecchia tivù, modello Canzonissima, tutto scritto bene e recitato meglio: cosa aveva di più di quella attuale? «Intanto, la censura». Prego? «Sì, la censura. Noi autori sbattevamo ogni mattina contro una griglia di divieti. E dovevamo fare zampillare qualche getto di libertà. Era difficile. Ma la difficoltà aguzza l’ingegno». [ CONTINUA A LEGGERE ]
Ora i rom non stuprano più le donne italiane. In compenso, i cani sono tornati a sbranare le persone. Tra poco gli operai riprenderanno a morire nelle fabbriche e nei cantieri. Stay tuned[ CONTINUA A LEGGERE ]
Presto mi sono accorto che tra i fatti della mia vita che avrebbero dovuto essere la mia materia prima e l’agilità scattante e tagliente che volevo animasse la mia scrittura c’era un divario che mi costava sempre più sforzo superare. Forse stavo scoprendo solo allora la pesantezza, l’inerzia, l’opacità del mondo: qualità che s’attaccano subito [ CONTINUA A LEGGERE ]
-Vado in palestra per mantenermi in forma-Ma allora vai a fare ginnastica all’aperto!-Se non pago, poi non la faccio… …ciò che non costa non conta un cazzo. Marco Paolini, "I Miserabili. Io e Margareth Thatcher"Teatro Argentina, Roma, 08/01/2009 – Fila P Posto [ CONTINUA A LEGGERE ]
- Vado in palestra per mantenermi in forma - Ma allora vai a fare ginnastica all’aperto! - Se non pago, poi non la faccio… …ciò che non costa non conta un cazzo. Marco Paolini, “I Miserabili. Io e Margareth Thatcher” Teatro Argentina, Roma, 08/01/2009 – Fila P Posto [ CONTINUA A LEGGERE ]
"Quante volte mi sono chiesto che cosa vuol dire essere felici. Ho cercato risposte dove capitava, nel lavoro, nell’amore, anche nella fede. Niente. Non ne ho mai trovata una che mi sembrasse convincente, sul serio. Se escludo quella frase scarabocchiata su un foglietto da mia figlia quando aveva dodici anni: "la felicità è la totale [ CONTINUA A LEGGERE ]
Quante volte mi sono chiesto che cosa vuol dire essere felici. Ho cercato risposte dove capitava, nel lavoro, nell’amore, anche nella fede. Niente. Non ne ho mai trovata una che mi sembrasse convincente, sul serio. Se escludo quella frase scarabocchiata su un foglietto da mia figlia quando aveva dodici anni: “La felicità è la totale [ CONTINUA A LEGGERE ]
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